VII Circolo Didattico Livorno
Sei nella sezione: Pof > Offerta formativa
I traguardi educativi intenzionalmente perseguiti sono:
Conoscenza di sé: costruzione dellidentità personale e sessuale. Riemersione della memoria personale e ricostruzione della propria storia. Acquisizione della consapevolezza del valore di sé come persona con propri pensieri, sentimenti, emozioni, sensazioni. Auto realizzazione.
Autonomia: esprimere pareri ed opinioni, acquisizione di capacità di scelta e di decisione, acquisizione di capacità critiche. Assumere responsabilità. Riconoscimento dei propri limiti.
Comunicazione: saper comunicare a livello corporeo e dinamico-relazionale con pari e adulti. Saper interagire in situazioni comunicative diverse e saper cooperare.
Competenze: sviluppo delle competenze comunicative, cognitive, metacognitive, dinamico relazionali e di socializzazione.
Lespressione creativa: tradurre le esperienze ed i successivi approfondimenti in linguaggi-espressivi diversificati (verbale, non verbale, multimediale) al fine di acquisire la consapevolezza delle proprie capacità comunicative in rapporto al mondo esterno.
Le intenzioni che sostengono e incorniciano il progetto sono:
La personalizzazione del rapporto e dellintervento educativo: la scuola cerca di configurarsi il più possibile come occasione e risorsa per la crescita e lo sviluppo di ogni bambino/a nella sua specificità.
La valorizzazione dei contesti di vita: conoscenza degli specifici ambienti di vita del/della bambino/a (casa, strada, quartiere..) per permettere di ancorare lintervento didattico nella concretezza del vivere quotidiano dei piccoli e di allargarne progressivamente gli orizzonti di esperienza e interesse.
La valorizzazione dei desideri/bisogni di esplorare, di giocare, di essere attivi e partecipi mediante il diretto coinvolgimento dei/delle bambini/e sia nella costruzione degli spazi e dei materiali, sia nella proposta di idee e progetti.
Il mantenimento e il rinforzo della relazione tra fantasia/affetti e ragione, fra la corporeità e il linguaggio: attraverso lofferta di esperienze globali, cariche di risonanze e richiami ai propri vissuti, fondate sullesplorazione sensoriale e linvito ad usare il proprio corpo come strumento di conoscenza e di comunicazione
La differenziazione delle offerte e delle occasioni formative permette di far sviluppare curiosità, interesse e motivazione.
Rapporto con le famiglie si articola in tre livelli: il primo più formalizzato e istituzionale previsto dalla normativa degli organi collegiali, il secondo caratterizzato da colloqui e incontri più informali, infine il terzo livello coinvolge direttamente i genitori nella vita scolastica attraverso un apposito progetto.
Limpalcatura metodologica: la metodologia della globalità dei linguaggi di Stefania Guerra Lisi.
Definita come metodologia espressivo-comunicativa ed articolata attraverso proposte ludiche particolarmente coinvolgenti, questa metodologia si prefigge lobiettivo di sviluppare la personalità del bambino e della bambina con una graduale presa di coscienza di sé, dei propri bisogni e mezzi espressivi. E incentrata sul sentire, limmaginare, lesprimere. I suoi presupposti sono la motivazione e il principio del piacere. Infatti qualunque attività deve contenere implicitamente una promessa di piacere e deve essere presentata inizialmente sotto forma ludica. La globalità dei linguaggi rende capaci di ascoltare e osservare le bambine e i bambini, mettersi in relazione con loro, leggere ed interpretare i bisogni che essi manifestano utilizzando corpo, gesto, emozione, voce, suono, spazio, colore, immagine e segno grafico, come mezzi di comunicazione attraverso cui realizzare il rapporto educativo.
Principi metodologici di fondo Scuola dell'infanzia di Quercianella
Il metodo di lavoro adottato ha il suo fondamento su un'attenta strutturazione del tempo-scuola e dello spazio-scuola, nonché sulla realizzazione di gruppi di lavoro e sull'individuazione delle modalità operative più idonee al raggiungimento degli obiettivi prefissati in relazione allo sviluppo ed approfondimento dei diversi linguaggi comunica-tivi.
Per favorire il processo di strutturazione del tempo nel bambino vengono usate le rou-tines e le attese: la ROUTINE per indurre il bambino a percepire la progressione temporale (prima-dopo), per dargli sicurezza fornendogli i punti di riferimento stabili e consolidare il gruppo, dato che investetutti i bambini contemporaneamente; l'ATTESA per favorire la rappresentazione mentale dell'evento che deve venire e il ri-conoscimento dell'altro e dei suoi bisogni, attraverso la percezione e l'alternanza dei turni.
La dimensione dello spazio è articolata in proposte funzionali al soddisfacimento dei bisogni di vissuto e di conoscenza del bambino e tiene conto della necessità che egli ha di contestualizzare ogni proposta. Per questo gli spazi della scuola di Quercianella hanno caratteristiche di funzionalità specifica con arredi, oggetti e materiali che han-no connotazione chiara rispetto all'uso che il bambino ne fa.
-Piccolo gruppo (per fasce d'età): usato per facilitare la comunicazione affettivo-emotiva e cognitiva.
Le modalità operative adottate sono riconducibili alla necessità di sviluppare ed ap-profondire ulteriormente nel bambino i già conosciuti sistemi simbolico-culturali rela-tivi ai vari linguaggi della comunicazione e possono essere così sintetizzate:
linguaggio corporeI gruppi sono costituiti secondo l'attività proposta:
- Gruppo sezione: usato per garantire la continuità dei rapporti tra adulti e bambini e fra coetanei, evitare i disagi affettivi causati da frequenti e improvvisi cambiamenti, facilitare i processi di identificazione, sviluppare il senso di appartenenza e condivide-re le proposte e le informazioni dell'insegnante.o: gioco motorio;
linguaggio verbale: conversazione regolata dall'adulto, racconto, lettura di storie;
linguaggio logico-matematico e scientifico: esplorazione, manipolazione ed osservazio-ne diretta dei fenomeni naturali, uso di sistemi di registrazione e misurazione;
linguaggio delle arti: utilizzo di varie tecniche pittoriche e plastiche;
linguaggio della comunicazione interpersonale: la vita di relazione intesa come com-plesso di regole da rispettare per una convivenza civile all'interno della realtà scola-stica e l'assegnazione di compiti specifici di responsabilità.
La valutazione: lungi dal configurarsi come momento conclusivo, la valutazione si caratterizza come valutazione continua, formativa, polidimensionale, finalizzata non tanto al controllo dellapprendimento quanto e soprattutto al sostegno dellapprendimento. Valutazione e continuità formativa diventano quasi le facce di una stessa medaglia: la continuità della valutazione conduce alla valutazione della continuità.
La raccolta di materiale documentario e linsieme degli elaborati selezionati (individuali e collettivi) relativi ad ogni unità di apprendimento costituiscono un prezioso contributo da inserire nella cartella individuale per documentare lo sviluppo delle conoscenze, delle abilità e delle attitudini man mano acquisite dal bambino e dalla bambina. Ciò aiuta a mantenere una visione unitaria del bambino e del suo processo formativo, a non valutare solamente aspetti di conoscenza (ciò che il bambino sa), ma soprattutto di capire se e come il bambino sia in grado di utilizzare i propri saperi e le proprie abilità, sia capace di trasferire, generalizzare e finalizzare quanto già appreso in situazioni diverse. Una valutazione di questo tipo, autentica e positiva, ha come fine prioritario quello di far accrescere nei bambini la fiducia in se stessi, lautostima e la motivazione ad apprendere.
La documentazione educativa/didattica: durante l'anno scolastico e al suo termine è prevista la presentazione dei lavori del piano progettuale alle famiglie. Queste vengono sollecitate a visionare il materiale elaborato (ipermedia, libri illustrati, album fotografici, cartelle dei lavori, filmati ) e ad allestire momenti di discussione sui processi che lo hanno generato, attraverso la narrazione dellesperienza supportata da materiale fotografico, cartaceo e digitale.