Giosuè Carducci

VII Circolo Didattico Livorno


Bisogni Educativi Speciali

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NORMATIVA DI RIFERIMENTO SUI B.E.S. - Bisogni Educativi Speciali

Decreto Legislativo 7 agosto 2019, n.96 - Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66; Decreto Legislativo 13 Aprile 2017, n. 66
"Norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera c), della legge 13 luglio 2015, n. 107"
L’espressione “Bisogni Educativi Speciali” (BES) è entrata nel vasto uso in Italia dopo l’emanazione della Direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 “Strumenti di intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica“. La Direttiva stessa ne precisa succintamente il significato:

Bambini con BES

“L’area dello svantaggio scolastico è molto più ampia di quella riferibile esplicitamente alla presenza di deficit. In ogni classe ci sono alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione per una varietà di ragioni: svantaggio sociale e culturale, disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse”.
L’utilizzo dell’acronimo B.E.S. sta quindi ad indicare una vasta area di alunni e alunne per i quali il principio della personalizzazione dell’insegnamento, sancito dalla Legge 53/2003, va applicato con particolari accentuazioni in quanto a peculiarità, intensività e durata delle modificazioni.

PIANO PER L'INCLUSIONE
stesura novembre 2020

ll Circolo Didattico "G. Carducci" condivide la filosofia di sfondo della Direttiva Ministeriale del 27/12/2012 che, ridefinendo e completando il tradizionale approccio all'integrazione scolastica fino ad ora basato sulla certificazione della disabilità, amplia di fatto il campo d'intervento e la responsabilità di tutta la comunità educante all'intera area dei Bisogni Educativi Speciali. Essi comprendono anche lo svantaggio sociale e culturale, i disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, le difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana.
La Direttiva estende pertanto alle bambine e ai bambini in difficoltà permanente e/o transitoria il di-ritto alla personalizzazione dell'apprendimento.
La presenza di un numero sempre maggiore di alunni che manifestano bisogni educativi speciali ri-chiede ai/alle docenti di ripensare una progettualità di intervento che superi il modello "alunno in difficoltà/insegnante di sostegno", in un'ottica di inclusione e valorizzazione delle differenze e individualità di ciascun bambino.
La nozione di inclusione apporta una significativa precisazione rispetto alla precedente nozione di integrazione. Il concetto di inclusione attribuisce importanza all'operatività che agisce sul contesto, mentre col concetto di integrazione l'azione si focalizza sul singolo soggetto, cui si imputano deficit o limiti di vario genere e a cui si offre un aiuto di carattere didattico e strumentale per il superamento o il mitigamento degli stessi e per essere integrato nel sistema. Si tratta di un cambiamento di prospettiva che impone al sistema "scuola" una nuova impostazione e di conseguenza importanti modifiche da mettere a punto. Tali cambiamenti debbono avvenire nella concretezza e nella prassi ordinaria, dunque dall'interno del contesto-Scuola; il nuovo punto di vista della "normalità" (e non della "straordinarietà") del funzionamento scolastico deve essere eletto a linea guida dell'attività educativo-didattica quotidiana. Ne consegue che l'adozione di questa ottica impone la personalizzazione dei percorsi educativi e di apprendimento per i soggetti individuati come portatori di BES.
Nel PTOF della nostra scuola, ben prima che venisse emanata la Direttiva, aveva trovato posto l'esplicitazione di misure a vantaggio dell'inserimento degli alunni diversamente abili e di misure compensative e dispensative per gli alunni DSAp, erano stati programmati interventi sia per l'inserimento che il recupero delle strumentalità di base per gli alunni stranieri, elaborati progetti per gli alunni in situazione di disagio e interventi per garantire il diritto allo studio per i minori adottati, proposti progetti di recupero, di istruzione domiciliare, di protocolli d'intesa, di misure e progetti per favorire la continuità educativa e didattica riguardante gli alunni in difficoltà. Il Piano per L'Inclusione è quindi in continuità logica con quanto fin qui programmato ed attuato per l'inserimento e "l'inclusività" degli alunni con Bisogni Educativi Speciali nei plessi del nostro Circolo.

Nel PTOF della nostra scuola, ben prima che venisse emanata la Direttiva, aveva trovato posto l'esplicitazione di misure a vantaggio dell'inserimento degli alunni diversamente abili e di misure compensative e dispensative per gli alunni DSAp, erano stati programmati interventi sia per l'inserimento che il recupero delle strumentalità di base per gli alunni stranieri, elaborati progetti per gli alunni in situazione di disagio e interventi per garantire il diritto allo studio per i minori adottati, proposti progetti di recupero, di istruzione domiciliare, di protocolli d'intesa, di misure e progetti per favorire la continuità educativa e didattica riguardante gli alunni in difficoltà.Il Piano per
E' attivo anche un help telefonico per consulenza in campo DSAp tenuto dalla preposta F.S.

"Per una scuola sempre più inclusiva"

La nozione di inclusione, oggetto della nuova normativa d'indirizzo per la programmazione didattica delle scuole, apporta una significativa precisazione rispetto alla precedente nozione di integrazione. Il concetto di inclusione attribuisce importanza all'operatività che agisce sul contesto, mentre col concetto di integrazione l'azione si focalizza sul singolo soggetto, cui si imputano deficit o limiti di vario genere e a cui si offre un aiuto di carattere didattico e strumentale per il superamento o il mitigamento degli stessi e per essere integrato nel sistema. Si tratta di un cambiamento di prospettiva che impone al sistema "scuola" una nuova impostazione e di conseguenza importanti modifiche da mettere a punto. Tali cambiamenti debbono avvenire nella concretezza e nella prassi ordinaria, dunque dall'interno del contesto-Scuola; il nuovo punto di vista della "normalità" (e non della "straordinarietà") del funzionamento scolastico deve essere eletto a linea guida dell'attività educativo-didattica quotidiana.
Ne consegue che l'adozione di questa ottica impone la personalizzazione dei percorsi educativi e di apprendimento per i soggetti individuati come portatori di BES.

L'Istituto "G.Carducci" si propone di potenziare la cultura dell'inclusione per rispondere in modo efficace alle necessità di ogni alunno e alunna che, con continuità o per determinati periodi, manifesti Bisogni Educativi Speciali.
A tal fine si intende:
- creare un ambiente accogliente e supportivo;
- sostenere l'apprendimento attraverso una revisione del curricolo, sviluppando attenzione educativa in tutta la scuola;
- promuovere l'attiva partecipazione di tutti gli alunni e le alunne al processo di apprendimento;
- centrare l'intervento sulla classe in funzione dell'alunnoe dell'alunna;
- favorire l'acquisizione di competenze collaborative;
- promuovere culture politiche e pratiche inclusive attraverso una più stretta collaborazione fra tutte le componenti della comunità educante.
Obiettivo principale è la riduzione delle barriere che limitano l'apprendimento e la partecipazione sociale attraverso l'utilizzo di facilitatori e l'analisi dei fattori contestuali, sia ambientali che personali.

Destinatari

Sono destinatari dell'intervento a favore dell'inclusione scolastica tutti gli alunni e tutte le alunne con Bisogni Educativi Speciali comprendenti:

- disabilità (ai sensi della Legge 104/92);
- disturbi evolutivi specifici (Legge 170/2010, Legge 53/2003);
- alunni con svantaggio socio-economico; svantaggio linguistico e/o culturale.

Definizione di Bisogno Educativo Speciale

Un bisogno educativo speciale è una difficoltà che si evidenzia in età evolutiva negli ambiti di vita dell'educazione e/o dell'apprendimento. Si manifesta in un funzionamento problematico, anche per il soggetto, in termini di danno, ostacolo o stigma sociale; necessita di un piano educativo individualizzato o personalizzato.
La Direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 ricorda che "ogni alunno, con continuità o per determinati periodi, può manifestare Bisogni Educativi Speciali: o per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per motivi psicologici, sociali, rispetto ai quali è necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta".


Risorse umane
Dirigente Scolastica
Coordinatrice processi per l'inclusione
Funzione strumentale Inclusione Bisogni Educativi Speciali
Funzione strumentale Integrazione scolastica
Referente Progetto Mi.Ri.A.M. (Minori a Rischio di Abuso e/o Maltrattamento) teso a rafforzare la prevenzione e le azioni di contrasto all'abuso e al maltrattamento dei minori
Referenti per l'accoglienza scolastica di bambini adottati
Docenti per le attività di sostegno
Docenti curricolari
Referente per l'autovalutazione d'istituto Docenti per le attività di sostegno
Personale ATA
Assistenti all'autonomia e alla comunicazione


Direttiva ministeriale 27 dicembre 2012
Strumenti d’intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica

Circolare ministeriale 6 marzo 2013
Indicazioni Operative inerenti la Direttiva Ministeriale 27 dicembre 2012.

Nota del Capo Dipartimento Istruzione prot.1551 del 27 giugno 2013.

Nota prot. n. 2563 del 22 Novembre 2013

Decreto Legislativo 13 Aprile 2017, n. 66
"Norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera c), della legge 13 luglio 2015, n. 107"

Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 62
"Norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato, a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera i), della legge 13 luglio 2015, n. 107" "Decreto Ministeriale n. 742 del 3.10.2017 "Finalità della certificazione delle competenze"

Legge 13 luglio 2015, n. 107
"Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino
delle disposizioni legislative vigenti"


Decreto legislativo n. 96 del 7 agosto 2019
recante Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, recante: "Norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità, a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera c) , della legge 13 luglio 2015, n. 107





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